“Il Segnalibro” è una novella cosmica da leggere nei giorni in cui nulla sembra avere un senso.

Emersa in frammenti negli anni, è stata terminata nell’agosto 2016 a Castiglione della Pescaia dove l’ossatura si era tradotta sulla carta nell’agosto 2012, sebbene l’ambientazione richiami la città di Arezzo e l’opera in sé possa ritenersi, come viene indicato dal fregio facente parte del titolo, senza datazione.

E’ stata definita un’operetta morale, in cui un poeta e un romanziere dialogano fra loro e con altri personaggi (Soladìo, Colore, Iside, Ignoto, Dolce Domatrice, la donna dai capelli rossi) sul senso della vita, colti da un pessimismo cosmico inquietante, accompagnati dal ricordo di altre vite, che costituiscono altrettanti segnalibri nell’esistenza di ciascuno di noi, con la ‘Morte, che segna nel libro eterno il momento del passaggio, del ritorno a casa nell’universo’. In questo dialogo, che si intreccia in un linguaggio corale dove fantasia e realtà finiscono per capovolgersi e consentire alla morte di palesare il suo vero colore e agli esseri terreni di passeggiare nell’universo, il poeta avverte che ‘ognuno di voi è in parte morte fino dalla nascita e attraverso lei tornate nel vostro stato reale, nell’estasi dell’immateria cosciente, fuori dallo spazio e dal tempo come da voi conosciuti’.

Una lettura intima e spirituale dell’esistenza individuale, caratterizzata da un cammino ricco di profumi, emozioni e infine di speranza, in cui si pongono attraverso la poesia, l’amore e la compassione, gli interrogativi sulla vita, sulla ricerca della verità, sul bello. Una forte capacità di porsi altro da sé caratterizza il ricordo delle vicende biografiche vissute intensamente e considerate semplicemente come un granello del cosmo, dove scorre un’armonia fatta di suoni e di colori, al di là del tempo e della materia. Lo stile rapido ed evocativo del verso viene trasferito in una prosa avvincente, impegnativa e pervasa di significati e uno dei personaggi, il romanziere, dice di sé: ‘Vorrei scrivere un libro bellissimo per dimostrare che le nevicate di questi anni hanno un senso, che è quello il motivo per cui sono venuto in questo mondo e che è così che dovevo fiorire, perché ho un messaggio da dare […] Io canto, è vero, scrivendo, ma vorrei che il mio canto fosse sentito da tutti’.